Mauro Corona

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Biografia Mauro Corona

Biografia Mauro Corona

Scrittore, alpinista e scultore italiano. Nasce sul carretto dei genitori Domenico "Mene" Corona e Lucia "Thia" Filippin, venditori ambulanti, sulla strada che da Baselga di Piné porta a Trento. Dopo i primi anni dell'infanzia trascorsi in Trentino, la famiglia decide di riportare lui e il fratello Felice al paese d'origine, Erto, nella valle del Vajont in provincia di Udine (passato in provincia di Pordenone nel 1968). Trascorre i successivi anni nella Contrada San Rocco.
Fin da bambino segue il padre nelle battute di caccia ai camosci, apprendendo le tecniche che gli sarebbero servite in seguito. Su queste cime dove trascorse gran parte della sua gioventù, nacque in lui la passione per la montagna e l'alpinismo. Appena tredicenne scala il Monte Duranno (2688 m s.l.m).
Dopo la nascita del fratello Richeto, Corona si dedica alla lettura: Tolstoj, Dostoevskij e Cervantes sono i suoi scrittori preferiti e contemporaneamente impara l'arte della scultura lignea dal nonno Felice intagliatore.
Frequenta la scuola elementare fino all'ottava classe a Erto, poi inizia le medie nella vicina Longarone, in provincia di Belluno. Ma il 9 ottobre 1963 cambiò radicalmente la sua vita: l'ondata del Vajont spazza letteralmente via la parte bassa della cittadina bellunese e le frazioni vicine al lago, a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia con quasi 2000 morti. Mauro Corona, insieme al fratello Felice, si trasferisce quindi nel Collegio Don Bosco di Pordenone. Per lui è un periodo difficile, in quanto la nostalgia, il senso di prigionia e la mancanza dei boschi di Erto lo tormentano incessantemente. Alcuni insegnanti salesiani, rafforzano il suo amore per la letteratura e lo incoraggiano nello studio. Quando i due fratelli tornano a Erto, Corona vorrebbe frequentare la Scuola d'Arte di Ortisei, ma la mancanza di soldi lo costringe a frequentare l'Istituto per Geometri Marinoni di Udine, perché gratuito.Dopo alcuni anni viene ritirato dalla scuola, visto che per ribellione non segue più le lezioni, preferendo leggere Tex in classe. Nel 1968, il fratello Felice parte per la Germania, dove annegherà tre mesi più tardi in una piscina di Paderborn. Corona lascia il posto da manovale a Maniago e va a spaccare massi nella cava di marmo del Monte Buscada. Il duro lavoro viene alleviato dall'essere a contatto con gli amati luoghi con quelle cime, quelle foreste e quei prati che tanto gli ricordano l'infanzia.
È costretto a sospendere l'attività durante il periodo del servizio militare che inizia a L'Aquila arruolato negli alpini. Da lì finisce a Tarvisio nella squadra sciatori. Si congeda con un mese di ritardo, causa trentadue giorni di Cella Punizione Rigore, punito per numerose intemperanze compiute nell'espletamento del servizio. La cava chiude negli anni ottanta. Corona viene assunto come scalpellino riquadratore, ma una mattina del 1975, Renato Gaiotti di Sacile passa per caso in via Balbi davanti al suo studio, nota alcune piccole sculture e decide di comprarle tutte. Poco tempo dopo Gaiotti gli commissiona una Via Crucis da donare alla Chiesa di San Giovanni del Tempio di Sacile. Con i soldi ricavati dalla vendita, Corona acquista l'attrezzatura indispensabile a scolpire e trova in Augusto Murer di Falcade un maestro che gli insegna il mestiere, ampliando le sue conoscenze tecniche e artistiche. Nel 1975 a Longarone, organizza la sua prima mostra.Nel frattempo Corona non trascura l'altra sua grande passione, l'arrampicata. Nel 1977 comincia ad attrezzare le falesie del Vajont, ora meta molto frequentata dai climbers di tutto il mondo. In pochi anni scala le montagne del Friuli, volando poi fino in Groenlandia e in California, sulle pareti della Yosemite Valley. Oggi diverse vie di scalata portano la sua firma. Corona ama anche scrivere. Nel 1997, un amico giornalista pubblicò alcuni suoi racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da qui inizia la sua attività di scrittore. Da allora ha pubblicato diciassette libri, molti dei quali sono stati tradotti in diverse lingue, fra cui il cinese. La sua ultima opera è " La ballata della donna Ertana", scritta in dialetto, in ricordo delle le donne di Erto e del Friuli, raccontando momenti di vita passata, oggi solamente ricordi sbiaditi episodi familiari, figli, soprusi, vessazioni che hanno fatto di loro lo zoccolo duro della comunità. Nei suoi romanzi e nei suoi racconti Corona ci porta a contatto con un mondo quasi del tutto scomparso: quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont, un ecosistema che subì violenti sconvolgimenti a seguito della tragedia. Personaggi ed echi del passato riaffiorano tra le righe di Corona, che affronta con uno sguardo appassionato e un po' malinconico tematiche come il rapporto dell'uomo con la natura, con le proprie radici e con l'incombente progresso economico e tecnologico. Cani, camosci, cuculi (e un corvo) si è aggiudicato il Cardo d'argento al 37º Premio Itas del libro di montagna, ritirato da Corona il 29 aprile 2008. Corona continua ad alternare momenti di scrittura, scultura lignea e arrampicata a conferenze, incontri e manifestazioni; partecipa alla realizzazione di alcuni documentari sulla sua vita, e ha preso parte al film Vajont - La diga del disonore.
Nel 2002, lo scrittore fumettista Paolo Cossi pubblica Corona - L'uomo del bosco di Erto per Edizioni Biblioteca dell'Immagine. Un libro a fumetti che narra alcune vicende raccontate a Cossi da Corona, e delle avventure che Cossi dovette intraprendere per ascoltare di persona i racconti di Corona.Il 17 luglio 2011 il suo libro "La Fine del Mondo Storto" viene insignito con 75 preferenze del premio "Bancarella 2011", classificandosi al primo posto davanti al giornalista Franco Di Mare.