Julian Paul Assange

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Biografia Julian Paul Assange

Julian Paul Assangeè un giornalista, programmatore e attivista australiano, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks.
Assange nasce a Townsville, nel Queensland, nel 1971. Si sposa a diciott'anni e diventa padre; poi si separa dalla moglie.
Verso la fine degli anni ottanta diviene membro di un gruppo di hackers noto come "International Subversives" (Sovversivi internazionali) con lo pseudonimo di "Mendax" (da una frase di Orazio: "magnificamente mendace"). Nel 1991 subisce un'irruzione nella sua casa di Melbourne da parte della polizia federale australiana: secondo le autorità sarebbe infatti riuscito ad accedere via modem a vari computer appartenenti a un'università australiana e ad entrare nel sistema informatico del Dipartimento della difesa americano. Nel 1992 gli vengono rivolti 24 capi di accusa di hacking. Assange è condannato, ma in seguito è rilasciato per buona condotta, dopo aver pagato una multa di 2.100 dollari australiani.
Nel 1995 programma Strobe, software open-source dedicato al port scanning. Nel 1997 collabora alla stesura del libro Underground: Tales of Hacking, Madness and Obsession on the Electronic Frontier.
Dal 2003 al 2006, studia fisica e matematica all'Università di Melbourne, ma non ottiene una laurea. Studia anche filosofia e neuroscienze.
A partire dal 2007 è tra i promotori del sito web Wikileaks, del quale si definisce editor in chief.
Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma spicca un mandato d'arresto in contumacia nei suoi confronti con l'accusa di stupro, molestie e coercizione illegale. Il reato contestatogli sarebbe quello di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne, Anna Ardin (militante femminista, segretaria dell'associazione "Brotherhood Movement" e autrice di una "guida alla vendetta contro il partner" pubblicata sul web) e Sofia Wilén, e di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili: in Svezia tale condotta è infatti considerata criminosa. La denuncia era stata fatta dalle sue ex-amanti dopo che esse avevano appreso l'una dall'altra di aver avuto rapporti sessuali con lui; al momento dell'emissione del mandato di arresto contro Assange non esistevano comunque prove a suo carico che non fossero la parola delle due donne. Inoltre, secondo la stampa svedese, la poliziotta che ha raccolto la testimonianza della Ardin e la Ardin stessa erano molto amiche (addirittura lovers, secondo alcuni), e sarebbe stata proprio l'agente a incitare la donna a denunciare l'ex amante dopo averle spiegato che per la giustizia locale rifiutarsi di usare il preservativo durante un rapporto si configura come stupro. «È ora di sgonfiare quel pallone gonfiato ed esageratamente osannato di Julian Assange» aveva dichiarato la poliziotta sulla sua pagina Facebook. Molti hanno infine sollevato dubbi sulla natura del provvedimento, mettendo in rilievo la coincidenza temporale con la rivelazione da parte di Wikileaks di nuove informazioni che, a detta del Pentagono, sarebbero state «un tentativo irresponsabile di destabilizzare la sicurezza globale».
Il 20 novembre l'Interpol e il Sistema di Informazione Schengen recepiscono il mandato di arresto. «Abbiamo voluto assicurarci che fosse visibile da tutte le forze di polizia del mondo», ha affermato un portavoce della polizia nazionale svedese.
Il 28 novembre 2010, WikiLeaks rende di pubblico dominio oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Il giorno seguente, il general attorney dell'Australia, Robert McClelland, dichiara alla stampa che l'Australia è intenzionata a investigare sulle attività di Assange e di Wikileaks. Afferma inoltre che, dal «punto di vista dell'Australia, ci potrebbe essere un buon numero di leggi violate con il rilascio di queste informazioni. La polizia federale australiana lo sta verificando». McClelland non esclude la possibilità del ritiro del passaporto australiano dell'informatico.
Il 7 dicembre 2010 Assange si presenta spontaneamente negli uffici di Scotland Yard e viene arrestato in seguito al mandato di cattura internazionale. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, il tribunale respinge la richiesta di libertà provvisoria su cauzione, appoggiata da diverse personalità del cinema e del giornalismo, e decide di tenerlo in carcere fino al 14 dicembre. Nel frattempo la Svezia presenta una richiesta di estradizione alle autorità britanniche. Secondo alcune fonti, il governo americano si sarebbe messo in contatto con quello svedese per discutere l'estradizione di Assange negli Stati Uniti, dove verrebbe accusato di spionaggio. Il 16 dicembre, dopo nove giorni di carcere, Assange viene rilasciato su cauzione e il tentativo delle autorità svedesi di bloccarne la liberazione respinto: il dibattimento sull'estradizione in Svezia viene rimandato al gennaio dell'anno successivo. L'11 gennaio Assange si presenta nuovamente in tribunale ma il giudizio finale sull'estradizione viene rinviato ancora al 7 e l'8 febbraio.
In giugno i suoi collaboratori informano che da sei mesi sono state installate telecamere per riprendere le targhe delle auto che accedono o escono dall'abitazione dove Assange è ai domiciliari.