Missione Goldfinger

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Missione Goldfinger

Ian Fleming

Titolo originale: Goldfinger
Anno: 1959

Trama: All'aeroporto di Miami, James Bond è avvicinato da Junius du Pont, uno dei giocatori al tavolo del Casinò Royale. L'uomo racconta all'agente britannico che un suo avversario abituale, Auric Goldfinger, gli ha vinto a bridge venticinquemila dollari, e sospetta sia un baro. James Bond, che può permettersi una giornata di riposo prima di tornare a Londra, acconsente ad osservare una loro partita.
Il giorno successivo sulla terrazza del Cabana Club, du Pont presenta Bond a Goldfinger come un imprenditore del metano giunto a Miami per offrirgli un affare. Bond si apparta a leggere il giornale mentre i due iniziano la partita. Goldfinger continua a vincere, quando Bond si accorge che la stanza in cui l'uomo alloggia nell'albergo è sopra di loro, e gode di ottima vista sulla terrazza. Piega il giornale e saluta i due giocatori per rientrare in hotel. Invece che entrare nella sua stanza entra in quella di Goldfinger dove trova Jill Masterton, la sua segretaria, che, dotata di cannocchiale e trasmettitore, segnala le carte di du Pont al suo capo, tramite un auricolare. Bond si appropria del trasmettitore ed ordina a Goldfinger di iniziare a perdere per restituire la somma estorta a du Pont.
Una settimana dopo, James Bond partecipa ad una riunione con il colonnello Smither alla Banca d'Inghilterra. Il capo del reparto ricerche racconta di un pericoloso traffico di lingotti d'oro con l'India e dei sospetti, non provati, che sia Goldfinger a gestirlo.
James Bond si reca così al campo da golf Royal St. Marks di Sandwich nella speranza di incontrare Auric Goldfinger. Lo incontra con il suo aiutante Oddjob e lo sfida ad una partita di golf. L'uomo cerca nuovamente di barare ma 007 lo scopre e lo batte, vincendogli diecimila sterline. La sera Goldfinger lo invita nella sua villa.
Nella villa, 007 conosce la servitù coreana. Approfittando di una telefonata d'affari del magnate, l'agente segreto passeggia tra le stanze e scopre un dossier dedicato a lui e degli strani movimenti attorno ad una Rolls Royce. La serata termina con una spaventosa prova di forza di Oddjob, realizzata per impressionare Bond.
Il giorno successivo l'agente segreto segue la Rolls Royce attraversare la Francia per dirigersi in Svizzera. Dalle parti di Ginevra, scopre a sua volta di essere seguito da una donna: Tilly Masterton, la sorella di Jill. La donna sta cercando di assassinare Goldfinger per vendicare la sorella uccisa per soffocamento della pelle totalmente ricoperta di oro.
I due sono scoperti da Oddjob e l'agente viene torturato da Goldfinger, che però non lo uccide perché decide di portarlo con sé negli Stati Uniti per sfruttare le sue doti nell'analizzare le persone.
James Bond e Tilly acconsentono a lavorare con Goldfinger e preparano una riunione a New York con i più importanti gangster della malavita americana. In tale incontro, Goldfinger presenta il suo piano per svaligiare Fort Knox. Il ruolo di Bond è quello di individuare possibili traditori e lo svolge alla perfezione tant'è che Oddjob è costretto ad eliminare uno dei gangster che si defila dalla riunione.
Tra i partecipanti, c'è l'ex trapezista Pussy Galore, a capo di una banda di donne (probabilmente lesbiche secondo alcune voci nell'ambiente) che avranno il compito di simulare una missione di soccorso nel piano di Goldfinger.
James Bond riesce a contattare Felix Leiter per far fallire il piano di Goldfinger. Il magnate riesce in un primo momento a scappare ma, grazie ad un'inaspettata alleanza con Pussy Galore, James Bond riesce a trovarlo ed ucciderlo. E poi mette a dura prova la presunta lesbicità della donna, assaporando le sue labbra al termine dell'avventura.



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