La Casta

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La Casta

Gian Antonio Stella

Sottotitolo: Così i politici italiani sono diventati intoccabili
Anno: 2007
Dettagli: Libro-inchiesta, con Sergio Rizzo

Trama: La casta è strutturata in diversi capitoli, che partendo da inchieste, reportage, documenti ufficiali, sviluppano una riflessione su quella che viene definita "la caricatura obesa e ingorda della politica". Per difendersi dalle accuse di demagogia e di qualunquismo, gli autori spesso citano, accanto ai vari scandali, esempi positivi all'estero e, le rare volte che capita, in Italia. Spesso gli autori alternano alle notizie, propri commenti pungenti e ironici.

Il titolo prende spunto da una frase di Walter Veltroni: "Quando i partiti si fanno caste di professionisti, la principale campagna antipartiti viene dai partiti stessi", e affronta nei vari capitoli i diversi aspetti della politica, mettendo in luce gli sprechi, gli scandali e i privilegi ingiustificati.

Il primo capitolo, Una casta di insaziabili bramini (che parte da una comunità montana pugliese composta da comuni non montani o parzialmente, soppressa nel 2009), è una sorta d'introduzione al libro stesso. Gli autori ribadiscono la loro fiducia nella politica, nella democrazia e nei partiti e la condanna del qualunquismo, definito "privo di senso e dannoso", ma sostengono che in Italia queste importanti istituzioni stiano subendo una deriva ingiustificata e vergognosa. Nel primo capitolo si affrontano diverse tematiche: il rischio che anche la democrazia si trasformi in oligarchia e la crisi dei partiti, che avrebbero perso la loro funzione e si sarebbero trasformati in sanguisughe dello Stato. Si auspica quindi il ritorno ai "partiti veri". Successivamente si parla di "movimenti nati dal commercialista", citando così la formazione politica "Italiani nel Mondo" di Sergio De Gregorio, cui è dedicata la parte finale del capitolo, la sua carriera e il suo discusso ruolo in Senato.

Il secondo capitolo, E pensare che dormivano in convento, racconta i cambiamenti della scena politica italiana, passata, secondo gli autori, dagli ideali di sobrietà dei politici del dopoguerra agli sprechi di oggi.

Il capitolo Un Palazzo di quarantasei palazzi riporta l'aumento sproporzionato delle sedi della politica, con l'affitto a prezzi altissimi di palazzi e complessi nel centro di Roma. Gli autori sostengono che in molti casi tali acquisti e affitti sono ingiustificati e spesso servirebbero per assicurare uffici e appartamenti "vita natural durante" a deputati e senatori. Si parla inoltre delle spese altissime sostenute da Silvio Berlusconi, quando era Presidente del Consiglio fra il 2001 e il 2006, per l'arredamento e l'abbellimento delle sedi.

I capitoli Prodigi: in volo 37 ore al giorno e Mi dia un'auto blu, tipo Rolls Royce trattano dell'uso di auto blu e aerei privati, affittati a spese dello Stato, con contratti altissimi. Vengono riportati numerosi esempi, denunciati alla magistratura per il reato di peculato.

Quattro regine al prezzo di un Napolitano riporta i costi del Quirinale e contesta la segretezza dei bilanci della presidenza della Repubblica, avente secondo gli autori un numero di dipendenti sproporzionato, soprattutto se paragonati alle spese di Elisabetta II in Inghilterra.

Perso il Rolex d'oro? Paga la Camera è il capitolo che denuncia i privilegi dei parlamentari. I giornalisti riportano i prezzi delle mense del Parlamento, che malgrado i menù di lusso sono più bassi di quelli della mensa dei netturbini di Venezia, gli stipendi, giudicati altissimi rispetto agli altri paesi europei, i rimborsi-spese per i viaggi.

Nel capitolo Baby pensionati di 42 anni si analizzano le pensioni dei politici. Viene contestata l'esistenza dei contributi figurativi, ovvero della possibilità di poter accedere alle pensioni del mestiere svolto prima di entrare in politica, anche senza lavorare e senza versare contributi, ma solo una cifra simbolica. Gli autori citano come esempio su tutti Clemente Mastella, che gode di una pensione di giornalista, pur avendo lavorato alla RAI poco meno di un anno. Si parla poi del famoso e contestato limite di 35 mesi in Parlamento per poter accedere alle pensioni senza l'obbligo di versare contributi, indipendentemente dall'età, come il baby pensionato che si cita all'inizio del capitolo, l'ex presidente della Camera Irene Pivetti. Si rivelano scandali di politici che hanno avuto accesso alle pensioni anche se non hanno mai partecipato alle sedute del Parlamento, come Toni Negri, fuggito all'arresto poco dopo l'elezione e in seguito latitante in Francia, o addirittura di un imprenditore della Lombardia che ha accesso alla pensione pur avendo seduto in Senato solo quattro giorni.

Il tema dei rimborsi elettorali ai partiti è affrontato in Come puntare un euro e vincerne 180, dove sarebbe dimostrato che il finanziamento pubblico ai partiti, sebbene abolito da un referendum nel 1993 sia stato reintrodotto grazie ad una serie di provvedimenti. Questi regolamenti sono definiti dagli autori "peggiori del finanziamento pubblico", perché i partiti ricevono somme sproporzionate rispetto alle cifre spese. Il caso più emblematico, fra quelli denunciati, è il Partito Pensionati, che ha ottenuto, dopo le elezioni europee del 2004, 180 euro per ogni euro speso. Ma si riporta anche di sanatorie "retroattive", che avrebbero consentito al Südtiroler Volkspartei di raccogliere i propri contributi delle elezioni del 2006 anche se non aveva presentato la domanda necessaria, e di una proposta di legge del senatore verde Marco Boato per favorire la nascita di "fondazioni politico-culturali", finanziate dallo Stato e create dai partiti.

Politica e Affari: Onorevoli Spa parla degli intrecci fra politica e economia, nonché del delicato tema del conflitto d'interessi.

Le "folli" consulenze degli uffici pubblici sono affrontate nel capitolo Sa tutto di carceri. Commercia pesce!. Si riportano le consulenze più strane e sprecone dei vari Enti: dal comune di Aulla che ha mobilitato due maghe per togliere il malocchio che impedirebbe a questo centro abitato di diventare ricco, all'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli che ha assunto come esperto di edilizia carceraria un grossista di pesce.

La rivelazione più spigolosa, quella che secondo Stella e Rizzo avrebbe scandalizzato di più, è contenuta in Meglio a noi che a Madre Teresa, in cui si rivela che le donazioni ai partiti possono godere di esenzioni sull'Irpef, più alte di quelle che si ottengono in una donazione ad una qualsiasi organizzazione no-profit.

I capitoli Fate largo, Sua Maestà il Governatore! e Ultimo lusso: atterrare sotto casa affrontano gli sprechi delle Regioni, con spese di rappresentanza come quelle del presidente della Campania Antonio Bassolino più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco, stipendi da favola come quello di Roberto Formigoni, in Lombardia, nonché i mega-assessorati creati dalla Regione Siciliana.

Infine, Il signor sindaco ha fatto crac riporta la drammatica vicenda di Taranto, il cui comune, allora guidato dalla forzista Rossana Di Bello, ha dovuto dichiarare bancarotta a causa del secondo dissesto finanziario al mondo per una città.

Nella nuova edizione, c'è un nuovo capitolo, dove si riconosce che il problema dei costi della politica ha trovato più spazio tra i vari temi da affrontare, ma che ben poco si è fatto concretamente.


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