Cròniche Epafániche

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Cròniche Epafániche

Francesco Guccini

Anno: 1989

Trama: Lo stile muove dalla lettura da parte dell'autore di romanzi di Gadda e Meneghello ed è quindi un italiano "parlato" o meglio impregnato di termini dialettali e gergali di Pàvana, piccola frazione di montagna di Sambuca Pistoiese, dove Guccini ha trascorso i primi cinque anni della sua vita. Guccini sostiene infatti di aver ricevuto una sorta di imprinting dal luogo che sente profondamente nel suo intimo.

Così il romanzo, pur non essendo una biografia dell'autore, diventa autobiografico per questa propensione di Guccini a volersi riappropriare delle proprie radici. Le storie narrate nei diversi capitoli del romanzo sono storie di montagna e montanari, di una cultura contadina che oramai da qualche decennio non esiste più. Il minimo comune denominatore delle croniche è forse il luogo d'ambientazione ovvero l'appennino pavanese, il suo fiume Limentra e, ancor più nello specifico, il mulino della famiglia Guccini testimone di tante vicende e vite. Nonostante il romanzo sia il ricordo di tempi ed epoche passate, Guccini non si abbandona alla banale malinconia, ma fa rivivere i personaggi raccontandone aneddoti e storie di vita quotidiana con toni a tratti commoventi e struggenti, a tratti ironici e molto divertenti.

Ne esce un romanzo di un autore che ama raccontare il passato e lo fa in maniera egregia abbandonando la voce e la chitarra e accarezzando, per una volta, l'anima con la penna. Il romanzo è stato, tra l'altro, un best seller nell'anno di pubblicazione ed è stato molto apprezzato dalla critica.


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